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Ida Linzalone

Segretario Generale

Sono passati soltanto cinque anni dalla nascita di Fondazione Vodafone Italia. Un tempo forse breve per trarre bilanci conclusivi, ma sufficiente per dire che abbiamo attraversato esperienze che hanno cambiato molto dentro e intorno a noi. La nostra attività è volta a migliorare le condizioni di uomini e donne che vivono le situazioni di maggior disagio e difficoltà. Pensiamo di aver fatto qualcosa di buono ed utile.
Abbiamo vissuto esperienze straordinarie e spesso inaspettate, ci siamo confrontati con l’universo delle associazioni di volontariato, conosciuto tante persone della pubblica amministrazione impegnate nella lotta al disagio sociale. ll Gruppo Vodafone opera per connettere persone ad altre persone, uomini e donne si affidano a noi per scambiarsi informazioni ed emozioni annullando, con il supporto tecnologico, la distanza fisica. E' questa collettività il nostro traguardo e la nostra stessa ragione d’esistere.
Fondazione Vodafone Italia è quindi, tra i tanti strumenti, quello dedicato e qualificato per ridurre le distanze sociali, l’emarginazione e l’esclusione dal mondo della conoscenza e del lavoro. Cinque anni fa, l’impegno di una grande impresa commerciale nelle aree della sofferenza umana era visto con sospetto, interpretato come occasione per vendere meglio i propri prodotti, come strumento per ottenere vantaggi fiscali o infine come occasione per “ripulire” un’immagine aziendale in qualche modo macchiata. Oggi, e forse grazie al lavoro nostro e delle altre Fondazioni d’Impresa, questa “cultura dello scetticismo e del sospetto” si e’ notevolmente affievolita. E' evidente, infatti, che la stretta collaborazione tra pubblico, privato e mondo del volontariato permette di realizzare azioni altrimenti impossibili da attuare singolarmente in un momento storico nel quale aumenta il disagio sociale ma non aumentano le risorse per contrastarlo. Siamo convinti che con l’integrazione di competenze e le contaminazioni tra i diversi modi di pensare, nella società possa crescere il valore della “responsabilità collettiva”, una responsabilità che impone ad ognuno (individuo, associazione, istituzione o azienda) il compito di operare, come sa e come può, per il bene comune.

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