La Fondazione Vodafone focalizzerà la propria attività su progetti che faranno proprie le seguenti linee guida:


     - la Fondazione intende mettere a disposizione l’esperienza maturata dell’azienda fondatrice nell’utilizzo e sviluppo di sistemi tecnologici di comunicazione a favore del sociale. E’interessata quindi a sostenere progetti che direttamente o indirettamente utilizzino o sviluppino tecnologie di comunicazione a favore del mondo non profit;
     - i progetti dovranno essere in grado di sollecitare il contributo di tutti, perché la realizzazione di opere significative richiede condivisione e collaborazione. In particolare, si dovranno prevedere modalità di coinvolgimento attive, oltre che della comunità di riferimento e delle istituzioni, anche dei membri della Vodafone Community (clienti, dipendenti, ecc);


    - la Fondazione vuole promuovere innovazione tramite lo sviluppo di imprese sociali. Per la realizzazione dei progetti Fondazione Vodafone metterà a disposizione l’esperienza maturata nel settore e la forza che le deriva dalla capillarità con cui l’azienda fondatrice è presente sul territorio. Qualora saranno individuate specifiche esigenze manageriali la Fondazione attingerà dal proprio background di conoscenze manageriali e di esperti nei vari campi e valuterà forme innovative di partecipazione all’investimento sociale diverse dalla semplice erogazione.

     

    Particolare attenzione verrà data agli interventi nell’ambito delle PERIFERIE intese come “aree disagiate delle città” indipendentemente dalla loro collocazione effettiva nel centro o ai margini degli agglomerati urbani ovvero “aree depresse” dove vi sia un’alta concentrazione di problemi sociali, economici, ambientali e che necessitino di interventi integrati per poter affrontare al meglio lo sviluppo sociale e territoriale.

    La Fondazione finanzierà quindi progetti che - coinvolgendo il numero maggiore di attori e possibilmente sfruttando tecnologie di comunicazione - nelle aree periferiche:


    1. Mirino a una riqualificazione di quartieri “sensibili”, diminuendo le situazioni conflittuali che genera la non omogenità (conflitti tra anziani e giovani, tra coloro che vivono e lavorano in un quartiere e coloro che invece lo considerano un «quartiere dormitorio», tra popolazione e migranti o tra migranti e migranti).
    2. Mirino a superare lo stato di abbandono delle persone povere, immigrate , e/o anziane favorendone la loro valorizzazione in quanto risorse  per il territorio in cui vivono e contribuendo allo loro integrazione sociale.
    3. Intervengano sui fenomeni aggregativi giovanili devianti (promuovendo nuovi luoghi di aggregazione diversi dalla strada, sviluppando progetti che coniughino impegno, sport, attivita’ ludico educative collegate al mondo della musica, favorendo la prevenzione e offrendo alternative concrete alla devianza).
    4. Promuovano azioni  concrete di recupero di persone e di luoghi alla LEGALITA’  quali la riqualificazione di luoghi sottratti alla criminalità per farne sedi di aggregazione sociale o di lavoro per giovani e persone in situazione di difficoltà; l’attuazione di percorsi concreti di recupero per persone che vogliono trovare vie alternative alla illegalità; la realizzazione di “avamposti” di solidarietà in zone della città dove la miseria e l’illegalità sono oggi la regola.
    5. Pongano attenzione alla centralità del problema educativo nei giovani coniugando educazione e innovazione, orientando le loro potenzialità su obiettivi positivi, offrendo le medesime opportunità formative ai minori stranieri, promuovendo la mediazione culturale e la permanenza nel sistema scolastico.

Contatti

 

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